Fringe benefit auto aziendale: quanto costa in busta paga
Un’auto aziendale in uso promiscuo non è un regalo: entra in busta paga come reddito e te ne trattengono imposte e contributi. La regola pratica, verificata sui conti che trovi più sotto, è che ti costa circa la metà del valore del fringe benefit.
Per un’auto termica di fascia media con costo chilometrico ACI di 0,60 euro, sono circa 190 euro al mese trattenuti dal netto di chi ha 35.000 euro di RAL. Per la stessa auto in versione elettrica, 38 euro. Quella distanza non è un dettaglio: è il punto di tutta la riforma entrata in vigore nel 2025.
Come si calcola il fringe benefit
Il valore tassato non dipende da quanto usi l’auto per te. È un forfait stabilito dall’articolo 51, comma 4, del TUIR, e si costruisce così:
costo chilometrico ACI × 15.000 km × percentuale prevista
Il costo chilometrico lo pubblica ogni anno l’ACI in Gazzetta Ufficiale, modello per modello: comprende carburante, assicurazione, bollo, manutenzione e svalutazione. I 15.000 km sono una convenzione fissa di legge, non i tuoi chilometri reali.
La percentuale è ciò che è cambiato. Per i veicoli di nuova immatricolazione concessi in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° gennaio 2025 non conta più la CO2 emessa, ma l’alimentazione:
| Alimentazione | Percentuale in vigore | Regime precedente, per fasce di CO2 |
|---|---|---|
| Elettrica pura | 10% | 25% fino a 60 g/km |
| Ibrida plug-in | 20% | 30% da 61 a 160 g/km |
| Tutte le altre | 50% | 50% da 161 a 190 g/km, 60% oltre |
Chi ha ricevuto l’auto prima del 2025 mantiene le vecchie regole per la durata del contratto, ed è stata prevista una fase transitoria per i veicoli ordinati entro fine 2024 e assegnati nei primi mesi del 2025. Se rientri in uno di questi casi, fatti confermare per iscritto dall’ufficio del personale quale regime ti stanno applicando: la differenza vale diverse centinaia di euro l’anno.
Il salto che quasi nessuno ha spiegato
Prendiamo l’auto più diffusa nei parchi aziendali italiani: una berlina o un SUV compatto, diesel o benzina, intorno ai 130 g/km, con costo ACI di 0,60 euro al chilometro.
Con le vecchie regole rientrava nella fascia al 30%. Oggi è al 50%. Stessa auto, stesso noleggio, stesso uso:
| RAL | Vecchio regime (30%) | Regime attuale (50%) | Differenza |
|---|---|---|---|
| 25.000 € | 90 €/mese | 151 €/mese | +61 €/mese |
| 35.000 € | 133 €/mese | 224 €/mese | +91 €/mese |
| 45.000 € | 110 €/mese | 183 €/mese | +73 €/mese |
| 70.000 € | 113 €/mese | 188 €/mese | +75 €/mese |
Sono oltre 900 euro netti l’anno per un dipendente medio, senza che nulla sia cambiato nell’auto. È la ragione per cui molte aziende hanno riscritto la propria car policy verso il plug-in e l’elettrico.
Quanto esce dal netto, per tipo di auto
Sempre con costo ACI di 0,60 euro al chilometro, cioè 9.000 euro annui di riferimento:
| RAL | Elettrica (10%) | Plug-in (20%) | Termica (50%) |
|---|---|---|---|
| 25.000 € | 30 €/mese | 60 €/mese | 151 €/mese |
| 35.000 € | 43 €/mese | 88 €/mese | 224 €/mese |
| 45.000 € | 37 €/mese | 73 €/mese | 183 €/mese |
| 70.000 € | 38 €/mese | 75 €/mese | 188 €/mese |
I conti applicano contributi INPS al 9,19%, IRPEF per scaglioni e addizionali al 2%, con la stessa logica del calcolatore dello stipendio netto.
C’è un dettaglio che vale la pena notare: la riga peggiore non è quella di chi guadagna di più. A 35.000 euro di RAL la quota trattenuta arriva al 60%, contro il 40% a 25.000 euro e il 50% a 70.000. Non è l’aliquota IRPEF: è la detrazione da lavoro dipendente che si assottiglia man mano che il reddito cresce. Tra i 28.000 e i 50.000 euro quel calo aggiunge quasi nove punti di prelievo effettivo, lo stesso meccanismo che spiega perché un aumento lordo arriva dimezzato.
Il forfait è il vero vantaggio
Qui sta la parte che conviene capire bene: il valore tassato non cambia mai, qualunque uso personale tu faccia dell’auto.
Se percorri 3.000 km privati l’anno, paghi come se ne facessi 15.000. Ma se ne percorri 30.000, paghi ancora come se ne facessi 15.000 — e carburante, assicurazione, bollo, gomme e manutenzione restano a carico dell’azienda.
Ne discende una regola semplice: l’auto aziendale conviene tanto più quanto più la usi. Per chi macina chilometri privati è lo strumento retributivo più efficiente che esista, perché una vettura equivalente in proprietà costa facilmente 400-500 euro al mese tra rata, bollo, assicurazione e manutenzione. Pagarne 190 di trattenuta, o 38 se elettrica, non è paragonabile.
Per chi invece la usa solo per andare al lavoro e ha già un’auto in famiglia, quei 190 euro al mese sono un costo evitabile. Vale la pena chiedersi se l’azienda offra un’alternativa.
Il riaddebito: spesso non conviene a te
Molte aziende addebitano al dipendente una quota per l’uso privato. Quell’importo, IVA inclusa, si sottrae dal fringe benefit e riduce quindi il valore tassato.
Sembra un vantaggio. Facciamo i conti, sempre su RAL di 35.000 euro e auto termica al 50%:
| Senza riaddebito | Con riaddebito di 100 €/mese | |
|---|---|---|
| Fringe benefit annuo | 4.500 € | 3.300 € |
| Trattenute fiscali | 224 €/mese | 163 €/mese |
| Quota versata all’azienda | — | 100 €/mese |
| Esborso complessivo | 224 €/mese | 263 €/mese |
Paghi 100 euro veri per risparmiarne 51 di imposte. Il riaddebito abbassa il costo per l’azienda, non per te. Se te lo presentano come un’alternativa, non è un favore; se invece è la condizione per avere l’auto, va pesato insieme a tutto il resto.
Due dettagli che cambiano il conto
L’auto non consuma la soglia dei fringe benefit. I beni valutati forfettariamente dal comma 4 hanno una disciplina propria e non intaccano il plafond di esenzione dei buoni acquisto e degli altri benefit descritti nella guida sul welfare aziendale. Sono due binari separati, e sommarli è un errore frequente.
Uso esclusivamente aziendale o esclusivamente personale. Se l’auto è solo di servizio, senza possibilità di uso privato, non si genera alcun fringe benefit. All’estremo opposto, un’auto concessa per il solo uso personale non si valuta con il forfait ma al valore normale, cioè quanto costerebbe noleggiarla: molto più oneroso. L’uso promiscuo è il caso intermedio, ed è quello che quasi sempre viene applicato.
Il valore del fringe benefit compare nel cedolino tra le voci figurative, che aumentano l’imponibile senza essere pagate in denaro: se non sai riconoscerle, lo spiega la guida su come leggere la busta paga.
In sintesi
- Il fringe benefit auto vale costo ACI × 15.000 km × percentuale, ed è un forfait: i
chilometri realmente percorsi non contano.
- La percentuale dipende dall’alimentazione: 10% elettrica, 20% plug-in, 50% tutte le altre.
- In busta paga ne paghi circa il 40% a 25.000 euro di RAL e fino al 60% a 35.000.
- Sull’auto termica media la riforma ha portato le trattenute da 114 a 190 euro al mese:
oltre 900 euro netti l’anno in più.
- Il riaddebito riduce la tassazione ma alza l’esborso totale: fai i conti prima di
accettarlo.
- Un’auto elettrica aziendale a 38 euro al mese resta uno dei benefit più convenienti oggi
disponibili.
Percentuali e regole transitorie sono state modificate più volte tra il 2024 e il 2025: prima di firmare, verifica il tuo caso con l’ufficio del personale, consulta le tabelle ACI vigenti e la documentazione dell’Agenzia delle Entrate. Per scelte con effetti rilevanti sul reddito, rivolgiti a un consulente del lavoro.
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